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IAA: Cosa sono gli interventi assistiti con animali

Negli ultimi anni si è potuto assistere ad un interesse verso interventi riabilitati-lucidi aventi come protagonisti gli animali e la persona. Come siamo arrivati oggi a parlare di interventi assistiti con gli animali (IAA)?

 

La Pet Therapy


Nel 1965 fu coniato, per la prima volta, il termine di pet therapy dallo psichiatra Boris M. Levinson per descrivere il coinvolgimento di animali da compagnia nelle cure di malattie psichiatriche. Negli anni 70, grazie a Konrad Lorenz, fondatore della moderna etologia, viene descritta una nuova visione del mondo animale e un nuovo modo di tradurre e comprendere i loro comportamenti, introducendo il concetto di vissuto dell’animale e il sentimento di piacere di esso: quindi animali non solo capaci di destare emozioni e sentimenti, ma anche di provarne.


Nel 1974-1975, negli Stati Uniti, la pet therapy viene introdotta come terapia nelle carceri penitenziari.


Nel 1977, per la prima volta, fu dimostrato da Erika Friedmann e dai suoi collaboratori come il contatto con un animale produce alcune modifiche sui parametri fisiologici come ad esempio, il polso e la pressione arteriosa media, riducendo i rischi di infarto cardiaco e di ipertensione arteriosa.

 

Persona In Possesso Di Bianco E Nero Siberian Husky

Zooantropologia: il rapporto uomo-animale


Nella seconda metà degli anni 80, nasce il mondo della zooantropologia, una disciplina che ha lo scopo di studiare il rapporto tra uomo e animale per comprendere i principi che lo regolano. Nei successivi anni si susseguono vari convegni ed interventi riguardanti la zooantropologia, nel 2002 ,per porre chiarezza su questo argomento, viene redatta la Carta Modena detta anche Carta dei Valori e dei Principi sulla pet therapy.


Con il Decreto del 28 febbraio 2003, in Italia, la pet therapy viene riconosciuta come cura ufficiale all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Questo decreto stabilisce il valore terapeutico dell’animale nell’ambito di programmi definiti e tutelanti i diritti ed il benessere animale, introducendo programmi di pet therapy negli ospedali per anziani e bambini.


Con l’arrivo e diffusione di questo nuovo metodo di terapia, si è iniziato anche a porre il problema del benessere dell’animale, quindi nel 2005 il Comitato Nazionale per la Bioetica approvò un documento sui problemi bioetici relativi all’impiego degli animali nelle terapie.



Prima del 25 marzo 2015 non esisteva, a livello nazionale, una precisa definizione giuridica dei requisiti minimi necessari per poter effettuare l’attività di pet therapy. Il 25 infatti, ci fu l’approvazione dell’Accordo tra Regioni e Province autonome delle “Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali” conosciute anche con l’acronimo IAA. Gli interventi assistiti con gli animali si basano su un approccio cognitivo zooantropologico, che si basa sulla relazione uomo-animale.

Quali sono le figure professionali per gli IAA?


La distinzione avviene in 3 principali categorie, a seconda della finalità da raggiungere e a seconda delle persone coinvolte nel progetto:


  • Terapie Assistite con gli Animali (TAA)
  • Educazione Assistita con gli Animali (EAA)
  • Attività Assistita con gli Animali (AAA).

Ci sono varie figure professionali con diversi ruoli: 

  • Medico veterinario
  • Coadiutore dell’animale
  • Referente di progetto
  • Referente di intervento
  • Referente di attività

È importante saper riconoscere negli animali empatia e interazione che aiuti a farlo entrare in un rapporto di riabilitazione e di contatto. La domanda fondamentale che bisogna porsi durante questi tipi di interventi non è solo come sta il paziente/fruitore, ma anche come sta l’animale.

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